Fobia, ossessione, paranoia

Alcune definizioni semplificate.

Fobia: emozione di intensa paura nei confronti di certe situazioni, oggetti, animali o persone che hanno una bassissima probabilità di arrecare danno, ma percepiti dalla persona come terribili e angoscianti.

Ossessione: pensiero ricorrente o eventualità su cui si tende a fissarsi e rimuginare, considerato come fonte di preoccupazione per le conseguenze che potrebbe causare. Domanda fondamentale dell’ossessivo: “E se poi…?”

Paranoia: certezza di un pericolo imminente, soprattutto riferito a determinate persone o categorie di persone, considerate artefici della minaccia. “Il nemico è là fuori”.

Tutti abbiamo conoscenza di queste definizioni, per averle incontrate in alcuni individui o per averle sperimentate personalmente. Sono usate però non sempre a proposito, e dato che l’esattezza delle definizioni in psicologia è fondamentale, vediamo di spiegarle meglio.

Innanzitutto possiamo dire che tutte e tre hanno a che fare con la percezione del pericolo.

Il fobico vive tale sensazione soprattutto sul piano fisico: battiti accelerati, sudorazione, senso di oppressione, bisogno di allontanarsi dalla situazione spiacevole.

L’ossessività è invece, per così dire, un’evoluzione della fobia. Mentre il fobico si sente male di fronte alla situazione, l’ossessivo è spesso un ex-fobico che ha imparato a mettere in atto una serie di contromisure, cioè precauzioni e meccanismi di controllo, affinché tali situazioni non si producano. Quindi la preoccupazione si sposta dal piano fisico verso quello mentale. Nell’ossessivo può manifestarsi senza sintomi fisici, ma è ancora basata su una paura sottostante, più nascosta e meno evidente.

Questo fra l’altro è il motivo per cui chi ha attacchi di panico, tipicamente, ne soffre per un periodo breve: impara subito cosa e come fare affinché non si producano più. L’ansia però resta e cova sotto la cenere, esprimendosi in altri modi.

Per questo motivo, cioè a causa del loro basarsi su una paura, fobia e ossessione sono entrambe condizioni a base ansiosa.

L’ansia è una paura senza basi razionali, cioè riferita a qualcosa che quasi certamente non si verificherà. La paura, invece, a differenza dell’ansia ha una probabilità non trascurabile di manifestarsi.

Esempio classico: sono preoccupato che possa arrivare da un momento all’altro una tigre famelica nel mio studio. Sarà molto difficile che ciò avvenga. Tuttavia, mentre l’ansioso si sente male anche solo pensandoci, l’ossessivo non si sentirà così male. Inizierà piuttosto a rinforzare la porta dello studio, mettere inferriate, guarderà con attenzione dal vetro prima di uscire ecc.. Metterà cioè in atto precauzioni e controlli.

Se invece una tigre famelica entrasse realmente nel mo studio, la paura sarebbe una reazione perfettamente normale e giustificata.

Ora, a differenza delle prime due categorie, e pur essendo ancora basata sulla percezione di un pericolo, la paranoia non si associa a una sensazione di paura. Si manifesta ed è sperimentata semmai con un grado variabile di reazione aggressività.

In altre parole il paranoico “sa” del rischio “concreto” che una tigre possa arrivargli in studio. Così va in armeria, si compra un bel fucile per la caccia ai cinghiali e lo tiene, sempre carico, accanto alla scrivania, a portata di mano. E se non sarà una tigre, potrebbero essere criminali comuni. Non si è mai troppo ricchi, troppo magri o troppo armati, come recita quel vecchio proverbio del Bronx.

Oppure il reduce di guerra che ne ha viste di tutti i colori. Cammina per le strade e guarda le finestre in alto negli edifici, per controllare che non ci siano cecchini appostati. Non ne ha paura, ma è comunque pronto e preparato a far fronte all’eventuale pericolo.

Si noti che la paranoia è stigmatizzata più del necessario nella nostra società. Chi ama prepararsi al peggio rischia facilmente di essere visto come un tipo strano. Eppure, nel mondo animale la diffidenza è la norma. Nessun animale selvatico si lascerà mai avvicinare senza prima un necessario periodo di adattamento, per convincersi della non esistenza di un rischio.

Come si dice, un po’ di paranoia non ha mai ucciso nessuno. Anzi, è funzionale alla sopravvivenza e quindi all’evoluzione.

Giuseppe Santonocito
Latest posts by Giuseppe Santonocito (see all)