Che cos’è l’amore

Fiumi di parole sono stati versati sull’argomento.

Uno dei modelli psicologici più in voga e attuali per definire l’amore è quello tripartito, formulato da Sternberg e confermato da Sorokowski mediante vasti sondaggi e interviste condotte in 25 paesi. Secondo tale modello l’amore spazierebbe su tre dimensioni: intimità, passione e impegno.

Intimità significa sentimenti di vicinanza e unione, calore e condivisione. Questa dimensione è definita tiepida.

Passione è ciò che tutti sappiamo: forte senso di attrazione fisica ed emotiva verso qualcuno. È la dimensione calda dell’amore.

La terza dimensione, più cerebrale e quindi fredda, è l’impegno. Consiste nella scelta deliberata e consapevole di investire nella relazione sul lungo periodo.

Trattandosi di dimensioni, esse possono variare d’intensità. Potremo dunque avere un amore con molta passione e molta intimità, ma poco impegno, ad esempio in una coppia aperta. Oppure uno con molto impegno, ma poca passione e poca intimità, come quello dei nonni che restano insieme per la vita.

Lo scenario ideale è chiaramente quello in cui tutte e tre le dimensioni hanno un alto valore, ma restando con i piedi per terra ciò che si vede, empiricamente, è che dopo un periodo che va in media da 6 mesi a un anno la passione si riduce.

La buona notizia però è che le altre due, impegno e intimità, possono essere coltivate.

Come?

Ridendo e facendo insieme cose divertenti. Alimentando la voglia di venirsi incontro, di imparare l’uno dall’altra. E coltivando obiettivi comuni, basati su valori comuni.

I valori comuni dovrebbero in realtà essere una precondizione, un prerequisito esistente già prima di decidere di investire insieme nel lungo periodo. Infatti, se non sono infrequenti le coppie con caratteri e interessi molto diversi, è davvero difficile convivere se non si condividono dei valori, ossia ciò che è importante per noi.

Stessa cosa per gli obiettivi, con la differenza che rispetto ai valori si ha un maggior margine di manovra. Gli obiettivi discendono dai valori e possono quindi essere messi a punto con più flessibilità.

Giuseppe Santonocito
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