Pesi, autostima e disciplina

Parlando di benessere mentale, riguardo al ruolo e all’importanza dell’esercizio fisico ormai non c’è più bisogno di convincere nessuno. Innumerevoli studi hanno confermato l’antico detto “mente sana in corpo sano”, sia in termini di riduzione dell’ansia che del miglioramento del tono dell’umore e aumento del senso di benessere generale.

Tuttavia c’è un altro modo, a portata di tutti, in cui uno specifico di allenamento, ovvero l’allenamento con i pesi, influisce sulla mente, sull’autostima e sulla disciplina.

Alcune persone mancano di quella che una volta era chiamata forza di volontà. Arrivano in terapia chiedendo aiuto per effettuare cambiamenti nella propria vita, ma appena viene suggerito loro cosa fare, esattamente, per mettere in moto quanto richiesto, si arenano. Non perché non si fidino del terapeuta o delle indicazioni ricevute. Le capiscono e ne percepiscono l’importanza, e infatti continuano a venire diligentemente in terapia. È che manca loro la motivazione e soprattutto la disciplina per insistere dopo i primi tentativi. Si fermano e rinunciano troppo presto. Non sono capaci di sopportare la sensazione di non farcela al primo colpo e interpretano un normale insuccesso iniziale come un fallimento personale, che li scoraggia e impedisce loro di dare seguito all’azione. Sanno che devono andar fuori, recarsi nel tal posto e compiere quella determinata azione, ma dopo uno o due tentativi, smettono.

Si dà il caso che l’allenamento con i pesi sembri fatto apposta per ovviare a questo inconveniente.

In modo semplice e quasi scontato, apparentemente scollegato dai vari obiettivi che si potrebbero voler raggiungere – ad esempio, trovarsi un nuovo lavoro – l’atto di imporre ai muscoli uno sforzo teso al superamento dei propri limiti insegni alla persona, quasi metaforicamente, a non arrendersi.

Si ha quindi un doppio effetto benefico: uno di tipo fisico/biologico, attraverso l’attivazione ormonale, la produzione di endorfine, l’aumento della massa e del tono muscolare, e un altro prettamente psicologico, di atteggiamento: se oggi sono stato capace di sollevare 100 kg, e quando sono partito riuscivo a malapena a tirarne su 50, vuol dire che sono in grado di darmi un obiettivo, perseguirlo e infine raggiungerlo.

E se posso farlo con i pesi, allora posso farlo anche in altri ambiti.

Notare che dal punto di vista logico quest’ultima affermazione “se… allora” è un non sequitur: cosa c’entrano i pesi con il trovare un impiego (o un partner affettivo, o aprire un’attività in proprio)?

Proprio nulla. Ma il nostro cervello è molto bravo ad astrarre, a generalizzare, a individuare metafore.

Per questo motivo, allenandosi in modo assiduo si può fortificare e cambiare la personalità di un individuo. Da una propensione alla procrastinazione, al rimandare e al rinunciare troppo presto si passa a un atteggiamento di solidità, dove ogni sfida diventa sempre più motivante anziché deprimente. Si impara a non mollare.

E il bello è che l’allenamento con i pesi è davvero alla portata di tutti. È un sistema semplice da apprendere, progressivo e graduale, che però può avere spettacolari ricadute sulla persona.

Ecco perché, ormai, a molti dei miei pazienti e clienti suggerisco di farsi un abbonamento in palestra. Un allenamento fisico ben fatto permette di sprigionare un grande potenziale di cambiamento in altre aree e può essere un coadiuvante della psicoterapia, della consulenza psicologica e del coaching, al pari di un farmaco.

Giuseppe Santonocito
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