Psicopatologia e spirito del tempo

Una delle differenze più marcate fra il modello medico e quello psicologico di patologia è che, a differenza della medicina, in psicologia clinica la definizione di ciò che può essere denominato patologia risente dello spirito dei tempi, il cosiddetto zeitgeist.

Ad esempio, è noto che l’anoressia è pressoché sconosciuta nelle culture dove la fame è presente. Non esistono spiegazioni scientifiche o lampanti del perché di tale fenomeno, ma così è. Nel definire l’anoressia, pertanto, ci si è dovuti necessariamente basare sull’esistenza di casi appartenenti a quella determinata sintomatologia, quindi in paesi e culture dove tale sintomatologia era presente.

Altro esempio: ai tempi di Freud esisteva una classificazione psicopatologica nota come isteria, (dal tardo latino histerëcus, utero), che si riteneva interessare solo il genere femminile. Nell’Austria dell’800 la società era permeata da una marcata impronta patriarcale. Oggi tale definizione non è più usata in ambito clinico ed è stata sostituita da altre più specifiche o differenziate, come il disturbo istrionico di personalità, il disturbo dissociativo, il disturbo somatoforme. Altri sintomi una volta considerati appartenenti all’isteria si ritrovano in alcuni disturbi sessuali, dell’alimentazione e d’ansia.

Per non parlare dell’omosessualità, che fino agli anni 70 era considerata una malattia, o del disturbo dell’identità di genere, riformato poi in “incongruenza di genere”.

Tutte definizioni abolite o modificate, adeguandosi alle pressioni del diverso sentire comune che andava diffondendosi nella società.

È importante sottolineare questo punto, cioè come tali modificazioni siano avvenute non in presenza dell’emergere di nuove prove oggettive a sostegno o confutazione delle precedenti tesi, ma in seguito a scelte socio-politiche precise. Nel caso dell’omosessualità, la depatologizzazione è avvenuta per evitare che le persone interessate, oltre che soffrire a causa del non essere sempre facilmente accettate in ambito sociale, soffrissero anche dall’essere etichettate come persone malate.

Tutto ciò non è che un esempio di come la realtà è costruita. Più spesso che no, e in psicologia in modo particolare, la realtà dipende dalle premesse che decidiamo di accettare come vere, più che dall’osservazione immediata dei fatti sensibili.

Giuseppe Santonocito
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