Quanto è intelligente sminuire i test d’intelligenza?

“I test d’intelligenza misurano la capacità di superare i test d’intelligenza”.

Questo è il refrain più comune fra quanti negano che i test di efficienza intellettiva siano validi e attendibili.

Si tratta in molti casi di persone alfabetizzate dal punto di vista scientifico, che non si azzarderebbero mai di sostenere che la terra è piatta. Eppure, sostenere che i test del QI siano inutili è altrettanto errato. Infatti, decenni di ricerca e sperimentazione hanno mostrato che questi test sono fra gli strumenti più validi e affidabili in campo psicometrico.

Che cosa ci dice, esattamente, il punteggio ottenuto a un test d’intelligenza?

La correlazione più forte è quella che più facilmente ci si può aspettare: alti punteggi predicono buoni risultati scolastici. Ma sono anche predittivi di un maggior successo lavorativo, redditi più alti, miglior salute fisica e mentale. Addirittura sono in grado di predire una vita media di maggior durata, anche dopo aver escluso gli effetti dovuti alle differenze di classe sociale.

Le neuroscienze e la genetica hanno fatto progressi nella comprensione dell’intelligenza umana. Dagli studi sui gemelli, ad esempio, sappiamo che l’intelligenza è in larga parte ereditabile. Ma l’errore più comune è ritenere che sia anche immutabile, solo per questo fatto, condannando quindi l’individuo a una vita mediocre nel caso in cui madre Natura non si sia dimostrata particolarmente generosa.

Il cosiddetto effetto Flynn ci mostra invece che l’intelligenza media delle persone aumenta nel tempo, per ragioni non di tipo genetico, ma sociali, ancorché attualmente sconosciute.

Un altro errore consiste nel ritenere che l’intelligenza definisca tutto di un individuo. Ma non è vero. Non fosse altro perché, dal punto di vista filogenetico, cioè dell’evoluzione, la corteccia cerebrale, sede dell’intelligenza, si è evoluta per ultima. Nella vita di tutti i giorni a farla da padrone sono ancora altri aspetti della vita psichica dell’individuo, come motivazione, ambizione e personalità.

Come qualcuno ha detto, con una comune intelligenza e una non comune perseveranza è possibile ottenere più o meno ciò che si vuole. L’intelligenza è solo una delle variabili dell’equazione.

Sarebbe d’altra parte altrettanto errato negare che vi siano scheletri negli armadi della sperimentazione sul QI. Molti esponenti dell’inizio del XX° secolo erano sostenitori del movimento eugenetico ed è ragionevole, dal punto di vista etico, respingere i motivi per cui erano condotti.

Tuttavia, tale questione è del tutto irrilevante rispetto alla domanda se un punteggio di QI sia in grado di darci o meno informazioni significative su una persona. L’etica è una cosa, i fatti sono fatti.

E validità e attendibilità dei test di efficienza intellettiva sono dimostrati da una mole impressionante di dati di ricerca.

Tratto da: How Clever Is It to Dismiss IQ Tests?

Giuseppe Santonocito
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