Vogliamo meno incidenti? Eliminiamo i segnali stradali

Uno spettacolare esempio di via negativa, la strada che porta al miglioramento per esclusione anziché per aggiunta, ci è dato da Hans Monderman, ingegnere urbanistico olandese, diventato famoso per il suo lavoro e convinto che le strade possano essere rese più sicure rendendo i guidatori più incerti, e quindi più attenti.

Come?

Eliminando segnali stradali, marciapiedi e semafori.

Se tratti le persone da idioti, si comporteranno come idioti è il suo motto.

“La maggior parte degli ingegneri urbanistici cerca di risolvere i problemi aggiungendo qualcosa. Io invece credo che sia meglio togliere” dice Monderman.

Ancora: “Quando un guasto alle linee elettriche rende inservibili i semafori, il risultato quasi sempre è che il traffico migliora e diventa più scorrevole, anziché peggiorare”. Tale osservazione fa il paio con l’altra, più popolare, secondo cui quando a un incrocio c’è un vigile, di sicuro faremo tardi.

A titolo di esperimento Monderman ha fatto togliere i semafori a un incrocio molto trafficato nella città di Drachten, da cui transitano circa 22.000 veicoli al giorno, e costruito una rotatoria, una pista ciclabile a un’area pedonale. Nei due anni successivi il numero di incidenti si è ridotto a due soltanto, contro i 36 nei quattro anni precedenti. Il traffico scorre velocemente da quando i guidatori devono stare più attenti e usare il buon senso, mentre gli episodi di nervosismo al volante sono praticamente scomparsi.

Monderman paragona questo assetto a una pista di pattinaggio su ghiaccio, dove ogni pattinatore si muove tenendo conto di tutti gli altri attorno a lui. Inoltre sostiene che un eccesso di segnali stradali distragga i guidatori, che invece devono tenere lo sguardo sulla scena davanti a loro. Quindi, troppi segnali rendono le strade meno sicure.

La filosofia di Monderman può essere riassunta nel creare spazi condivisi. E i risultati parlano da soli.

Rimuovere le segnalazioni non si traduce in anarchia. Al contrario, i guidatori vengono fatti diventare parte di un sistema. Senza strisce di segnalazione sul selciato, chi è alla guida è meno sicuro di quali spazi gli è permesso utilizzare e diventa dunque più responsabile, rallenta e fa più attenzione.

Il “metodo” dello spazio condiviso è sempre stato, in effetti, il modo standard di funzionamento nelle città dove nessun sistema formale di regolamento del traffico è mai stato implementato: Ho Chi Minh City, in Vietnam, Ethiopia, Nuova Delhi in India.

“Visto in altro modo, eliminare i segnali stradali può essere assimilato a un trasferimento di potere dallo Stato all’individuo“, sostiene Monderman.

Caos = maggior cooperazione.

Tratto da: Want Less Car Accidents? Remove Traffic Signals and Road Signs.




(foto a cura Jerry Michalski)

Giuseppe Santonocito
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